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Dal vivo è un'altra storia

Quella sera a Montefalco. Appuntamento al buio con Benozzo

  • Arte
  • Montefalco (Umbria)
  • maggio 2019
Quella sera a Montefalco. Appuntamento al buio con Benozzo
Un'esperienza di visita notturna nel Museo San Francesco di Montefalco, in Umbria. Un’atmosfera mistica di ombre e rumori soffusi, illuminati solo da piccole torce alimentate dalla dinamo. È la luce dell’arte.
“…Montefalco, Benozzo pinse a fresco, giovenilmente in te le belle mura, ebro d’amor per ogni creatura viva, fratello al Sol, come Francesco.”  - Gabriele D’Annunzio, "Le città del silenzio"

Nella matassa di vicoli sfumano le voci, il sole scende timido tra le colline umbre, le pietre orgogliose di Montefalco salutano il giorno. In mano abbiamo solo una torcia e ci guida con la sua luce soffusa verso l’abside caleidoscopica del Museo San Francesco. Il rosso e il giallo sono i primi colori a comparire. Poi i volti dei personaggi, le architetture geometriche, l’armonia pittorica. E l’emozione cresce di pari al bagliore, in questa visita esclusiva.
 
«Benozzo dipinge Le Storie di San Francesco nel 1452 - spiega Serena, la nostra guida, e lo fa con voce pacata quasi per non spezzare questo tempo irreale -, sono la gloria di Montefalco. Dodici scene disposte su tre registri narrano la vita del santo di Assisi. Sono i primi lavori che il pittore esegue come maestro, dopo essere stato al seguito di Beato Angelico. Nella cappella di San Girolamo, invece, troviamo gli ultimi affreschi che ha realizzato in questo borgo».
 
Quest’esperienza di visita notturna è un’atmosfera mistica di ombre e rumori soffusi, illuminati solo da piccole torce alimentate dalla dinamo. È la luce dell’arte. Quella luce che rischiara anche nel buio, perché entra dentro e trova posto in un luogo sicuro. Il nostro cuore.
Tornare a Montefalco è sempre un piacere. Ma questa volta è mistero, magia, stupore e sorpresa. Ci sentiamo privilegiati: la visita diventa un dialogo tra noi e la storia. Un silenzio che muta in uno sguardo reciproco. Perché, in fondo, si ammira l’abside come doveva guardarla Benozzo quando l’imbrunire sopraggiungeva al giorno e lì, su quelle impalcature, il lavoro chiamava ancora. E l’artista rimaneva fino a notte, con la candela accesa a rischiarare la parete per continuare a dipingere. Ci teneva proprio a questi affreschi, tanto rinunciare ad una commessa importante a Firenze: “Et sì che volevate sapere s’io ero a Monte Falco... Ora m’è ochorso un poco de chaso e non mi posso partire per de qui...”. La bellissima lettera, datata 27 giugno 1452, fu inviata da Benozzo Gozzoli a Michele di Felice Brancacci, scritta di suo pugno per comunicare l’impossibilità di lasciare Montefalco: era impegnato nel completamento del ciclo di affreschi in Chiesa. Oggi è esposta in bella grafia qui al museo, a siglare quel patto firmato con il colore.
 
Le Storie sono una sinfonia di gesti, occhi, tessuti e creato. La nascita simbolica di San Francesco in una stalla, il dono del mantello ad un povero, lo spogliarsi delle ricche vesti. In una scena benedice la città di Montefalco: lo sfondo rurale ricalca la coltivazione della vite, ancora tipica di queste campagne. «Alludeva forse al nostro vitigno, il Sagrantino - precisa Serena - dipingendo la tavola imbandita con la bottiglia di vino rosso appoggiata sulla mensa del cavaliere da Celano». Lo storico dell'arte Bernard Berenson affermava che "Benozzo sembra che abbia dimenticato il Paradiso celeste che gli aveva insegnato il suo maestro, il Beato Angelico, per raccontare quel paradiso che è il lembo di terra compreso tra Montefalco e Assisi", racchiudendo tutta la bellezza di questa parte d’Italia nelle sue opere. Ed aveva ragione.
 
I capolavori sono fatti per sbalordire, per persuadere, per entrare in noi. Succede veramente al Museo di Montefalco. Tutta la Chiesa di San Francesco è dominata da un raffinato gusto narrativo, punteggiato da coloratissimi dettagli, perfettamente restaurati.
Domani, alla luce del giorno, visitare questo Museo sarà un’altra emozione. Piacevole, intima, diversa. E sarà ancora meravigliosa.
Provare per credere. Dal vivo è un'altra storia.
Dove
Montefalco (Umbria)
Quando
maggio 2019
Categoria
Arte
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